Sentiamo discussioni sui tumori ogni giorno, ma sempre in termini di prevenzione o di cura. Si parla invece poco degli effetti collaterali e delle difficoltà emotive che deve affrontare un paziente oncologico nel corso di una cura devastante come la chemioterapia. Gli effetti collaterali sono molteplici e spiacevoli, capaci di stravolgere la quotidianità del paziente e conseguentemente anche la vita familiare e lavorativa.

La vita di un malato di tumore si svolge non solo all’interno di un ospedale, ma anche dentro le mura di casa ed è proprio di questo aspetto che tratta il cortometraggio Combattere il cancro “Insieme” del 2015. Per accendere l’attenzione sugli aspetti più trascurati della cura ai tumori, le associazioni Salute Donna onlus, SIPO e MSD hanno collaborato alla realizzazione del cortometraggio liberamente ispirato da una storia vera, raccolta sul sito www.nonausea.it.

A raccontarci le vicissitudini di una giovane donna affetta da tumore ci pensa la regista Annamaria Liguori, che guida il cast composto da Euridice Axen, Giorgia Wurth, Nicolas Vaporidis e Monica Scattini, sulle musiche di Marco Carta. In appena tredici minuti, questo cortometraggio, applaudito alla 70a edizione del Festival del Cinema di Venezia e al Festival Internazionale del Cortometraggio di Roma, ci proietta nella vita di Laura, malata di tumore al seno, che si trova ad affrontare il primo ciclo di chemioterapia. Grazie al sostegno e al calore della sorella, Laura trova il coraggio di continuare a vivere senza abbandonarsi alla disperazione.

L’obiettivo del cortometraggio, hanno dichiarato i portavoce delle associazioni coinvolte, è quello di mettere in luce quello che definiscono il “non detto”. È importante far comprendere tanto al paziente quanto ai medici l’importanza di un dialogo aperto e sincero, che vada oltre la sola cura del tumore e che consenta di affrontare nel complesso tutti i problemi che possono sorgere.

I farmaci chemioterapici se da una parte sono sempre più efficienti ed efficaci nel curare, dall’altra comportano effetti collaterali come nausea e vomito (i più frequenti), perdita di capelli, stanchezza, ma anche disfunzioni nella sfera sessuale ed emotiva. Tutti questi sintomi aggravano la situazione del paziente, rendendo il percorso ancora più difficile e straziante. Tutto ciò, che è taciuto al medico curante, è un ostacolo che limita le possibilità di migliorare la vita del paziente e soprattutto non consente all’oncologo di intervenire con tempestività per ridurre l’impatto di questi effetti collaterali.

Da un lato, il medico oncologo è concentrato sulla cura e la sopravvivenza del paziente ed è portato quindi a trascurare tutti quegli aspetti fisici e psicologici, legati tanto al trauma di una simile diagnosi quanto all’insorgere degli effetti collaterali nel corso della terapia. D’altra parte i pazienti spesso non trovano il modo di affrontare con il medico argomenti considerati troppo intimi, quindi imbarazzanti per entrambe le parti, o peggio perché si rassegnano all’idea che gli effetti collaterali vadano inevitabilmente sopportati per la buona riuscita della terapia.

Oggi grazie a terapie di supporto specifiche è davvero possibile gestire correttamente gli effetti collaterali, riducendone l’impatto e migliorando la vita del paziente. Quello di Combattere il cancro “Insieme” è un modo nuovo di trattare un tema delicato come il tumore che ha avuto il pregio non solo di infondere la speranza, ma soprattutto di incoraggiare al dialogo medici e pazienti e di far comprendere che gli effetti collaterali non devono essere lo scotto da pagare per la sopravvivenza.

Il cortometraggio Combattere il cancro “Insieme” e un servizio di counselling dedicato a pazienti e familiari sugli effetti collaterali della chemioterapia sono disponibili sul sito www.nonausea.it.

 

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata