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3 passi per ottenere il corretto equilibrio del tuo pH

Probabilmente ti è già capitato di leggere il valore del tuo pH nelle analisi sollecitate dal medico. Hai idea di quale sia il motivo per cui venga richiesto questo specifico esame? La maggior parte delle persone purtroppo non dà molta importanza a quel numero, anche quando si presenta con un asterisco.

In questo articolo cercheremo di spiegarti cos’è il pH, perché è così importante e come far sì che, quando è fuori dai suoi range, possa tornare a livelli considerati salutari.

Cos’è il pH e perché è importante

corretto equilibrio del tuo pHIl pH è il modo (l’unità di misura) in cui si esprime il grado di acidità o alcalinità di una sostanza. La scala dei valori di pH va da 0 a 14, dove i valori inferiori a 7 corrispondono ad acidità mentre quelli maggiori di 7 indicano l’alcalinità della sostanza in questione. Il pH pari a 7 è considerato neutro (quindi è a metà fra l’acido e l’alcalino).

Anche se il valore ‘neutro’ può sembrare il migliore, in realtà il nostro sangue deve avere un pH più alcalino che acido. Il suo livello ottimale di pH è tra 7,365 e 7,45.

È bene comunque specificare che il pH del sangue non è la stesso del pH rilevato nelle urine. Per quello del sangue è necessario eseguire un test specifico che di solito non viene prescritto nelle analisi di routine.

L’urina però trasporta gli elementi acidi dal metabolismo quindi, quando è troppo acida, significa che sono state introdotte nell’organismo troppe sostanze acidificanti e viceversa quando i valori sono alcalini. Mentre i valori alcalini delle urine difficilmente sono indicatori di patologie (comunque è sempre bene fare i dovuti accertamenti quando persiste nel tempo), quando il pH urinario va fuori controllo e acquisisce valori acidi il nostro corpo sarà più sensibile alle malattie.

Le cause dello squilibrio del pH

Il cibo del fast-food è spesso indicato come il responsabile di mille disfunzioni, compreso lo squilibrio del pH. Ma sarebbe troppo riduttivo dire che solo un determinato tipo di cibo influisce sul pH del sangue e delle urine. Ci sono svariati fattori che possono portare a uno sbilanciamento e ai conseguenti danni. Eccone alcune qui di seguito:

  • uso eccessivo di medicinali e antibiotici;
  • problemi renali;
  • problemi intestinali, di digestione, malassorbimento;
  • alimentazione ricca di cibi elaborati e raffinati, zuccherati, pieni di conservanti e coloranti, ecc…;
  • stress;
  • poche fibre;
  • vita sedentaria;
  • eccesso di proteine di animali provenienti da allevamenti intensivi;
  • non masticare correttamente il cibo;
  • malattie respiratorie.

Cosa comporta lo squilibro del pH

Gli squilibri dei livelli del pH del sangue hanno come detto delle conseguenze pericolosissime, ma fortunatamente non è così facile raggiungerli. Sicuramente, la troppa acidità introdotta nel metabolismo (quindi non quella del sangue) porta a molti disturbi, tra cui:

  • stanchezza cronica;
  • allergie e problemi respiratori;
  • mal di testa;
  • fibromialgia;
  • dermatiti;
  • problemi di tipo autoimmune;
  • confusione mentale;
  • aumento di peso.

Quando vengono ignorati i primi sintomi o non se ne trova la causa, si rischia di peggiorare ulteriormente il quadro clinico e si può arrivare anche a patologie ancora più serie e pericolose per la salute.

Come misurare il pH

Come già anticipato, il pH sanguigno è un test quasi mai richiesto tranne quando si sospettano sue alterazioni, in quanto è un esame piuttosto complesso e aspecifico. Il pH delle urine invece si può fare anche a casa e il responso è immediato.

In farmacia infatti si trovano delle strisce reattive che misurano, tra le altre cose, il pH delle urine. È sufficiente raccogliere la pipì in un contenitore sterile ed inserire la striscia per qualche secondo. Il risultato ottenuto andrà confrontato con la tabella indicativa che accompagna la striscia.

Bisogna tener presente che il pH delle urine cambia durante la giornata e ci sono diverse cose che influiscono sul risultato. Per questo motivo, è consigliabile effettuare la misurazione 3 volte in un giorno e, volendo, anche per più giorni, per poi fare una media dei risultati ottenuti.

Il pH delle urine di solito oscilla tra 6 e 7,5. Quando i valori sono al di sotto di 5,5 vuol dire che si è in presenza di un eccesso di acidità mentre i valori superiori a 7,5 indicano alcalosi, ossia un eccesso di sostanze alcaline.

3 passi per alcalinizzare il tuo pH quando è acido

Ci sono casi in cui l’urina può risultare con pH superiore a 8 e questo potrebbe indicare un’infezione urinaria. Come anticipato sopra però, in genere l’alcalosi urinaria non è particolarmente preoccupante. L’eccessiva e ripetuta acidità delle urine invece può essere indicatrice di uno stato ‘patologico’ che porta ai disturbi sopracitati. Quindi come cercare di riportare il pH a uno stato accettabile, meglio che mai alcalino? I seguenti 3 passi sono essenziali per questo scopo e sono consigliati a chiunque tenga alla propria salute.

1° Passo: limitare o eliminare le abitudini che acidificano

La prima cosa fondamentale è riuscire ad identificare tutte quelle abitudini dannose che possono creare acidità all’interno del nostro organismo. Questo non vuol dire che per tutta la vita non sarà possibile mangiare un hamburger o delle patatine fritte, ma dovranno essere sicuramente casi limiti e soprattutto, preparati in casa. Acquistare piatti preparati industrialmente è il modo di assicurarsi quasi sicuramente un carico di tante sostanze che infiammano e acidificano (come coloranti, conservanti, insaporitori, ecc…).

Queste sono alcune cose da evitare quando si vuole riportare il pH dell’urina verso l’alcalinità (con i conseguenti vantaggi per la salute):

  • non fumare;
  • eliminare le carni particolarmente lavorate (wurstel, hot dog e tutte quelle preparate industrialmente);
  • limitare o eliminare tutti i cibi elaborati industrialmente (cereali, merendine, piatti pronti, ecc…);
  • ridurre gli alimenti ricchi in sale;
  • ridurre al massimo gli zuccheri e i cereali raffinati;
  • limitare il più possibile il fritto;
  • limitare fortemente i latticini;
  • limitare caffeina e ancora di più l’alcool;
  • limitare l’uso di medicinali (anche quelli da banco) da usare solo quando veramente necessario.

2° Passo: seguire una dieta tendenzialmente alcalina

Iniziamo dicendo che la parola ‘dieta’ può trarre in inganno, perché di solito con questo termine si indica un regime restrittivo per un solo periodo. Invece, per riuscire a ottenere e mantenere una salute più vigorosa, energica e sana, bisogna cambiare il proprio stile di vita per sempre.

La dieta alcalina, di cui tanto si sente parlare, è innanzitutto una dieta sana in cui prevalgono i prodotti naturali su quelli industriali o raffinati.

I principali cibi alcalini che aiutano il nostro organismo a sbarazzarsi dell’eccesso di acidificazione sono soprattutto la frutta e la verdura. Questo non vuol dire però eliminare proteine e cereali, perché una scelta simile comporterebbe danni importanti per la salute. Aumentare però l’introito di questa categoria di alimenti, sostituendoli magari a una merenda che faresti con un panino, sicuramente darà i suoi risultati.

La carne comunque deve essere limitata, non può essere mangiata tutti i giorni. Preferisci ad esempio il consumo di uova, per ottenere i giusti amminoacidi di cui hai bisogno, ma accompagna sempre tutto con verdura e grassi sani che aiutino più facilmente il tuo intestino a lavorare al meglio (il cibo che rimane troppo a lungo nel tratto digerente è anch’esso causa acidificazione).

Bere acqua alcalina è un’altra cosa che aiuterà il tuo corpo a mantenere i giusti livelli di pH.

3. Migliorare il proprio stato fisico e mentale

Come abbiamo visto nelle cause, lo stress eccessivo porta ad acidificazione del sangue. Anche una pessima forma fisica, così come la vita sedentaria rendono più difficile il lavoro del nostro corpo per il controllo del pH. Queste cose, insieme a un’alimentazione scorretta, minano pesantemente la nostra salute.

Per questo è fondamentale, insieme a una dieta alcalina, cercare di seguire questi consigli:

  • meditare – molte persone abbinano la meditazione alla religione, ma non c’è niente di più sbagliato. Riuscire a gestire lo stress e a respirare meglio è un’eccellente metodo per ridurre tante cose negative che, differentemente, andrebbero a inasprire i nostri organi interni;
  • fare un’attività fisica costante – muovere il nostro corpo in maniera aerobica dovrebbe far parte della quotidianità di tutti. Ossigena il sangue, allontana lo stress, ci aiuta a disintossicarci. Non deve però essere un allenamento estremo altrimenti diventa controproducente, perché andrebbe ad aumentare lo stress fisico;
  • trovare il tempo da dedicare a se stessi – oggi giorno riuscire a stare dietro a tutto è praticamente impossibile. Una delle prime cose che togliamo dalle nostre giornate sono le attività che ci riguardano da vicino, come una serata con gli amici, una passeggiata con un parente e cose simili che, rispetto ad altre, ci sembrano perdite di tempo. È invece necessario farlo, perché insieme a tutto il resto, è una pratica molto utile per il nostro benessere psicofisico.
  • cercare un contatto con la natura – questa è un’altra cosa che sottovalutiamo e a cui molti di noi non pensano. Il contatto con la natura ha fatto parte dell’uomo da sempre, ma l’era moderna ci ha fortemente limitati in questo senso. Allontanarsi dalla tecnologia, dallo smog, dal caos della vita di città e passare giornate al verde, al mare (ovviamente non in alta stagione!), in montagna e cose simili, è un toccasana che apporta solo benefici.

Tenere sotto controllo e migliorare il pH è un dovere che abbiamo nei confronti del nostro organismo, ma è bene non ‘stressarsi’ in questo perché altrimenti gli sforzi fatti per migliorare il tuo stato di salute saranno inutili.

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